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Recupero dati da SSD – La nuova sfida!

febbraio 14, 2012

I dischi allo stato solido SSD stanno diventando sempre più popolari tra gli utenti. I rapidissimi tempi di accesso, l’elevata velocità di lettura e scrittura, il peso ridotto ed il progressivo abbassamento dei prezzi per GB sta provocando una completa migrazione verso questo nuovo tipo di tecnologia. L’aumento di utenti che ne usufruiscono è però proporzionale alla crescita di richieste di recupero dati da unità SSD non funzionanti.

SSD

Gli hard disk convenzionali, in virtù della loro struttura fatta di componenti posti in rapido movimento, sono molto più suscettibili ai danni fisici di quanto lo siano i più moderni SSD.

I solid State Disk sono basati su memorie NAND, un tipo di memoria non volatile in grado di mantenere le informazioni registrate al suo interno anche quando non viene alimentata.

La NAND flash technology registra le informazioni sotto forma di bit in grandi batterie di transistor, dove ogni transistor rappresenta una cella di memoria in grado di registrare un bit. Recentemente sono state introdotte le celle di memoria multilivello che permettono di conservare 2 bit in un singolo transistor, aumentando così la capacità di archiviazione. Ciò è reso possibile grazie alla condivisione di aree comuni dei transistor, che vengono messi in comunicazione tra loro in modo seriale, mentre nelle vecchie memorie con tecnologie NOR ogni transistor era completamente isolato dagli altri.

Le celle di memoria singole permettono una scrittura ed una lettura dei bit in esse contenuti molto più veloce di quelle multilivello, inoltre tendono a consumare meno e ad essere più longeve. Le NAND con tecnologia MLC (Multi-Level-Cell) di contro, permettono di conservare il doppio delle informazioni pur dovendo scendere a compromessi con i fattori di cui sopra. Di recente sono state introdotte le EMLC (Enterprise-Multi-Level-Cell) e le ESLC (Enterprise-Single-Level-Cell) basate su un processo produttivo di 25 e 34 nanometri, rispettivamente, con lo scopo di aumentare il numero massimo di cicli di scrittura tollerabili. Le MLC infatti possono essere riscritte circa 3000 volte mentre le EMLC dovrebbero garantire 30000 cicli, che non è niente se confrontato ai 100.000 cicli delle SLC e ancor meno se paragonate alle eSLC con i loro 300.000 cicli di vita.Inoltre, nonostante questi progressi le Celle singole continuano a primeggiare sul fronte delle performance e dei consumi.

L’architettura piuttosto massiccia dei solid state disk garantisce una buona tolleranza agli stress fisici, quali cadute o urti in generale. Nonostante ciò sono vulnerabili a tutta una serie di altri problemi come malfunzionamento del controller o dell’elettronica in generale o fallimenti nella struttura logica del disco, tali da richiedere, nella maggioranza dei casi, l’intervento di un centro di recupero specializzato.

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